Attività di ricerca

Diario della campagna di scavo a Saqqara – quarta settimana

info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al venerdì, 8:30 - 19:00; sabato, 9:00 - 13:00
La quarta settimana è stata piuttosto eccitante. Abbiamo finalmente iniziato ad indagare le camere sotterranee di Meryneith e Luca ha iniziato a creare il modello 3D. Nel frattempo, Nico ha continuato lo scavo della zona a nord della tomba di Maya e ha trovato alcuni oggetti davvero eccezionali. Stefanie ha completato il suo lavoro di restauro nel magazzino centrale con Islam. Oltre alla registrazione di piccoli reperti, Daniel e Lara hanno completato la riorganizzazione dei nuovi magazzini. Infine, ma non meno importante, è arrivato il membro del team Huw Twiston Davies, che prende la parola nel nuovo diario di scavo per presentare se stesso ed il suo lavoro.

Diario di scavo della quarta settimana: caccia ai geroglifici nel loro habitat naturale - Huw Twiston Davies.

Leggere delle tombe scavate da varie missioni nei libri che hanno pubblicato è una cosa, ma per farsi un'idea della disposizione dei testi nelle singole tombe e della relazione tra le stesse, è necessario vedere il sito di persona. Questo è stato il motivo principale per cui ho visitato il sito. Come parte del progetto di ricerca "The Walking Dead at Saqqara: The Making of a Cultural Geography", lavoro a fianco della direttrice di scavo Lara Weiss e del membro del team Nico Staring all'Università di Leiden. Il nostro progetto cerca di comprendere i modi in cui gli individui e i gruppi umani si sono adattati e hanno plasmato il loro ambiente a Saqqara nel tempo, in relazione alle loro credenze religiose. L'obiettivo del progetto è quello di costruire un quadro più completo dello sviluppo delle credenze religiose nel sito di Saqqara nel corso del Nuovo Regno, esaminando le pratiche religiose nel sito, l'adattamento e la modifica dei testi religiosi nelle diverse tombe e lo sviluppo del paesaggio della necropoli.
Questo è molto diverso dai resoconti più tradizionali sulla religione egiziana, che spesso sottolineano la forza della tradizione e la continuità della pratica nel tempo. Se è vero che molti testi e pratiche religiose dei sacerdoti nei templi possono essere rimasti in gran parte invariati, ciò non significa che nulla possa essere cambiato nella pratica religiosa nel corso di migliaia di anni. I testi potrebbero essere stati rielaborati, adattati, reinterpretati o riutilizzati per nuovi scopi e riti religiosi particolari, particolari aree di un tempio, di una tomba o di una necropoli, a seconda dei testi iscritti sulle loro pareti, potrebbero aver avuto ora una maggiore ora una minore popolarità. La religione egiziana, apparentemente "statica", in realtà era probabilmente in continua evoluzione.
Il mio scopo principale qui è quello di contestualizzare ciò che ho letto e vedere com'è la necropoli di persona. Le pubblicazioni delle singole tombe sono eccellenti, ma inevitabilmente non possono dare molto il senso di come sono realmente le tombe, il senso delle dimensioni e in particolare la disposizione delle tombe in relazione l'una con l'altra. Le mappe pubblicate danno il senso di come le tombe sono raggruppate insieme, ma sul sito stesso è più facile vedere che sono, in alcuni casi, letteralmente sovrapposte l'una all'altra.
È difficile avere una percezione chiara delle dimensioni dai libri pubblicati sulle tombe. Alcune scene, che sono mostrate in disegni molto dettagliati nei volumi pubblicati, sono in realtà molto più piccole. Altre scene sono più grandi, e sempre, la disposizione e le connessioni tra le diverse scene diventano davvero chiare solo quando viste nella tomba stessa. Gran parte del mio tempo sul sito è dedicato all'esplorazione delle tombe sopravvissute, sia controllando i testi rispetto alla versione pubblicata, sia notando più chiaramente le interrelazioni fisiche tra le scene. Questo si ottiene fotografando le scene a distanza, in modo che il loro posto nella tomba, e a volte nella necropoli più in generale, sia visibile. Questo aiuta a costruire un senso di come i vivi potrebbero aver interagito con i rilievi e come il Libro dei Morti in particolare fosse "diffuso" in tutto il sito nel suo complesso.

A volte questo comporta il controllo delle decorazioni nelle camere sotterranee di una tomba. La domenica mi sono unito a una spedizione nelle camere sepolcrali sotto la tomba di Meryneith, a cui si deve accedere con una scala di corda, attraverso un profondo pozzo verticale, che normalmente è sigillato con pesanti pietre di rivestimento.



Didascalia: scala di corda nel pozzo di Meryneith
Foto: Lara Weiss



Didascalia: sul fondo del pozzo di Maryneith
Foto: Lara Weiss

 

Purtroppo, questo non ha portato alla scoperta di nessuna nuova decorazione per me, anche se i resti umani conservati qui da precedenti stagioni di scavo hanno fornito un sacco di lavoro per l'osteologo della missione.
La parte più inaspettata del lavoro nella necropoli è il canto degli uccelli. Un numero sorprendente di uccelli si avventurano sulla scarpata e nella necropoli, presumibilmente per nutrirsi degli insetti che popolano la zona. In realtà, la necropoli non è così lontana dalle coltivazioni, quindi non è un volo così lungo per loro. Spesso pensiamo ai deserti e ai cimiteri come luoghi tranquilli, ma il canto degli uccelli ci ricorda che "tranquillo" è un termine relativo e che, nell'antichità, può essere stato molto diverso. Il suono dei funerali in corso, dei banchetti delle feste, o la costruzione di nuove tombe, rendeva la necropoli un luogo abbastanza rumoroso.
L'altro mio compito principale sul posto è quello di aiutare a leggere i testi geroglifici e ieratici che vengono trovati sullo scavo, anche se fino a pochi giorni fa ne sono stati trovati pochi. Si sta rivelando molto difficile leggere una tavola d’offerta, risalente probabilmente al Periodo Tardo e trovata prima del mio arrivo.



Didascalia: Daniel e Huw che leggono una tavola d’offerta

Foto: Lara Weiss



Didascalia: Daniel e Huw che leggono una tavola d’offerta

Foto: Lara Weiss

 

In teoria, i geroglifici sono abbastanza facili da identificare e quindi da leggere, ma dopo millenni di erosione atmosferica le forme sono spesso molto abrase e difficili da vedere sulla pietra. A volte può essere difficile capire se si tratta solo di sporcizia o se è la linea di un geroglifico, se un dato intaglio nella pietra è parte di un segno o è una frattura. A volte, anche l'occhio gioca brutti scherzi e "completa" una parte danneggiata portando a vedere un geroglifico dove in realtà non c’è. La lettura in questi casi comporta spesso l'uso di una torcia e lo spostamento ripetuto della luce per cercare di individuare dove ci sono realmente delle incisioni nella pietra. Se il testo è particolarmente usurato, come in questo caso, la ricostruzione dei geroglifici può richiedere diversi tentativi, e avere più persone che lavorano sul problema può aiutare ad accelerare il processo di lettura.
Altro materiale iscritto presenta diversi problemi. Un frammento di papiro, scavato il lunedì scorso, ha suscitato un grande entusiasmo perché ha un bordo rosso visibile anche quando il pezzo era piegato. Questa è una caratteristica abbastanza comune nelle copie più elaborate del Libro dei Morti, e quindi potrebbe rientrare in questa tipologia. In realtà il papiro è più interessante, ma anche più sconcertante, di quanto suggerito. I resti del testo sono molto frammentari. Si possono leggere solo due geroglifici: uno è il numero 5 e l'altro è la lettera "i". La 'i' appare in fondo al frammento, in quella che una volta poteva essere un'unica riga di testo in fondo alla pagina, o registro. Sopra di esso, dopo una lunga lacuna in cui manca tutto tranne il bordo, sembra esserci almeno una casella, con un'illustrazione, accanto alla quale è scritto il numero 5. Rimangono solo poche righe dell'illustrazione, per cui è difficile dire ciò che rappresenta.
Il formato del papiro, con una serie di riquadri contenenti illustrazioni e una riga di testo in basso, è simile ad alcuni tipi di papiro noti dall'Epoca Tarda (ca. 664-332 a.C.). Ho pensato in particolare al 'Tanis Geographical Papyrus' del British Museum, e la nostra teoria è che il papiro sia una sorta di compendio, o "documento di conoscenza" simile a questo.
Ma ogni giorno sul sito di scavo è diverso e porta nuove scoperte e nuove sfide. Può emergere di tutto nel seguente giorno di scavo. Nel frattempo, ho molti altri bei rilievi e testi geroglifici da esaminare.

 
info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al venerdì, 8:30 - 19:00; sabato, 9:00 - 13:00