Attività di ricerca
I diari di scavo da Deir el-Medina 2026 – prima settimana
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Dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00
Ritorno a Deir el-Medina: documentare, restaurare, scoprire.
Siamo già arrivati alla fine della nostra prima settimana a Deir el-Medina. Il tempo è volato, scandito dal ritmo delle giornate di lavoro e dalle tante attività riprese dopo la pausa invernale. Rimettere piede in questo sito ci fa ricordare ogni volta quanto sia speciale lavorare in un luogo che non è solo archeologia, ma anche storia viva: ogni casa, ogni angolo, ogni oggetto, ogni tomba, ci racconta la vita quotidiana di chi ha abitato questo villaggio circa 3000 anni fa.
Il sito archeologico del villaggio di Deir el-Medina si trova nell’Alto Egitto, sulla riva occidentale del Nilo, di fronte alla moderna città di Luxor, nell’area dell’antica Tebe. Qui vivevano i migliori artigiani, lavoratori e artisti dell’epoca, insieme alle loro famiglie, incaricati di costruire e decorare le tombe della vicina Valle dei Re e della Valle delle Regine. Poco distante dalle case, a ovest e a est del villaggio, si trovano anche le tombe degli artigiani e dei loro familiari. La posizione strategica del villaggio, in una valle ai margini del deserto e vicino alle tombe reali, permetteva ai lavoratori di accedere facilmente ai siti funerari, pur mantenendo una certa distanza dalla vita urbana di Tebe.

Figura 1: il villaggio di Deir el-Medina. Foto: Nicola Dell’Aquila
Oggi, il sito è noto per i resti del villaggio, delle tombe degli artigiani e per la ricchezza di iscrizioni e documenti che offrono uno spaccato unico della vita quotidiana nell’antico Egitto. Ed è per questo che il Museo è tornato a scavare qui. Nell’ambito della missione archeologica francese a Deir el-Medina condotta dall’IFAO, il Museo Egizio conduce ricerche su alcune tombe ramessidi (1292-1077 a.C.) della necropoli occidentale. Il lavoro sul campo consente non solo di studiare queste fragili strutture con nuove tecnologie, ma anche di ricontestualizzare molti oggetti della collezione, gettando nuova luce sul loro significato e sulle loro storie.
L’obiettivo principale della campagna di quest’anno è continuare i lavori di conservazione nella camera funeraria della tomba TT214, appartenuta al guardiano Khaui, vissuto durante il regno di Ramesse II (1279–1213 a.C.), e proseguire lo studio della ceramica e dei piccoli oggetti già recuperati negli anni scorsi.
Siamo arrivati nel pomeriggio del 15 gennaio e, dopo esserci sistemati in un albergo sulla riva ovest, vicino al sito, abbiamo iniziato a prendere confidenza con l’ambiente e il ritmo della missione. Il 16 gennaio l’abbiamo dedicato a sistemare il materiale e fare un punto sulle cose da acquistare per essere pronti alla prima giornata di lavoro, il sabato 17. La missione prevede sei giorni di lavoro su sette, il giorno di riposo è il venerdì.
Finalmente, il gran giorno è arrivato. Sabato mattina, alle 6.40, siamo partiti verso il sito. L’alba a Deir el-Medina ci ha accolti con una luce dorata che illuminava la montagna, trasformando il paesaggio in uno scenario spettacolare: sabbia e rocce sembravano brillare sotto i primi raggi del sole, e per un momento tutto il resto è sparito.
Dopo aver salutato il resto della squadra – una cinquantina di partners coinvolti nei diversi progetti della missione – l’ispettore egiziano ha aperto la tomba TT214, rimuovendo i sigilli. Così abbiamo potuto entrare e dare ufficialmente inizio alla campagna di quest’anno!

Figura 2: l’interno della tenda che sarà il nostro ufficio durante lo scavo. Foto: Cédric Gobeil.
Nei primi giorni ci siamo concentrati sulla continuazione delle operazioni avviate nel 2024. Johannes ha ripreso l’inventario dei piccoli oggetti rinvenuti durante le precedenti campagne. Ogni reperto, una volta schedato, viene fotografato da Nicola, il nostro fotografo. Si tratta di un lavoro lungo e paziente, che richiede attenzione e precisione: per ogni oggetto è necessario registrare numerose informazioni fondamentali per la corretta documentazione.

Figura 3 e 4: Johannes e Nicola a lavoro mentre documentano e fotografano i reperti. Foto: Cédric Gobeil.
Federica e Sara hanno proseguito lo studio dei numerosi frammenti ceramici già recuperati. Dopo una prima pulizia con acqua, osservano attentamente ogni pezzo, cercando possibili connessioni tra i frammenti. Grazie alla loro esperienza, sono riuscite a ricomporre diverse parti di vasi, tra cui alcuni frammenti con geroglifici e marchi: elementi di particolare valore scientifico, utili per comprendere meglio la funzione e l’utilizzo di questi contenitori.

Figura 5 e 6: Federica, Nicola, Johannes e Sara alle prese con i frammenti ceramici. Foto: Cédric Gobeil.
Anche il lavoro di restauro è ripreso. Roberta, restauratrice della Venaria Reale, è tornata a occuparsi della camera funeraria, intervenendo sulla consolidazione delle pareti decorate. Un lavoro delicato e fondamentale per la conservazione delle superfici, anche se molto resta ancora da fare.

Figura 7 e 8: Roberta e la camera funeraria della tomba TT214. Foto: Cédric Gobeil.
Chi ci aiuta a tenere il ritmo e a fare in modo che tutto proceda liscio e senza intoppi è Cédric, il nostro direttore di scavo. Un lavoro non semplice ma siamo sempre pronti a dargli una mano!
La settimana si conclude così, tra documentazione, studio e primi risultati che ci incoraggiano a proseguire. Ti diamo appuntamento alla prossima settimana, per continuare a raccontarti il nostro lavoro giorno dopo giorno sul sito di Deir el-Medina.
Se lo desideri, puoi accompagnarci in questo viaggio: sostieni le missioni di scavo del Museo Egizio
e contribuisci a far riemergere nuove storie. Dona ora: https://dona.museoegizio.it/
Siamo già arrivati alla fine della nostra prima settimana a Deir el-Medina. Il tempo è volato, scandito dal ritmo delle giornate di lavoro e dalle tante attività riprese dopo la pausa invernale. Rimettere piede in questo sito ci fa ricordare ogni volta quanto sia speciale lavorare in un luogo che non è solo archeologia, ma anche storia viva: ogni casa, ogni angolo, ogni oggetto, ogni tomba, ci racconta la vita quotidiana di chi ha abitato questo villaggio circa 3000 anni fa.
Il sito archeologico del villaggio di Deir el-Medina si trova nell’Alto Egitto, sulla riva occidentale del Nilo, di fronte alla moderna città di Luxor, nell’area dell’antica Tebe. Qui vivevano i migliori artigiani, lavoratori e artisti dell’epoca, insieme alle loro famiglie, incaricati di costruire e decorare le tombe della vicina Valle dei Re e della Valle delle Regine. Poco distante dalle case, a ovest e a est del villaggio, si trovano anche le tombe degli artigiani e dei loro familiari. La posizione strategica del villaggio, in una valle ai margini del deserto e vicino alle tombe reali, permetteva ai lavoratori di accedere facilmente ai siti funerari, pur mantenendo una certa distanza dalla vita urbana di Tebe.

Figura 1: il villaggio di Deir el-Medina. Foto: Nicola Dell’Aquila
Oggi, il sito è noto per i resti del villaggio, delle tombe degli artigiani e per la ricchezza di iscrizioni e documenti che offrono uno spaccato unico della vita quotidiana nell’antico Egitto. Ed è per questo che il Museo è tornato a scavare qui. Nell’ambito della missione archeologica francese a Deir el-Medina condotta dall’IFAO, il Museo Egizio conduce ricerche su alcune tombe ramessidi (1292-1077 a.C.) della necropoli occidentale. Il lavoro sul campo consente non solo di studiare queste fragili strutture con nuove tecnologie, ma anche di ricontestualizzare molti oggetti della collezione, gettando nuova luce sul loro significato e sulle loro storie.
L’obiettivo principale della campagna di quest’anno è continuare i lavori di conservazione nella camera funeraria della tomba TT214, appartenuta al guardiano Khaui, vissuto durante il regno di Ramesse II (1279–1213 a.C.), e proseguire lo studio della ceramica e dei piccoli oggetti già recuperati negli anni scorsi.
Siamo arrivati nel pomeriggio del 15 gennaio e, dopo esserci sistemati in un albergo sulla riva ovest, vicino al sito, abbiamo iniziato a prendere confidenza con l’ambiente e il ritmo della missione. Il 16 gennaio l’abbiamo dedicato a sistemare il materiale e fare un punto sulle cose da acquistare per essere pronti alla prima giornata di lavoro, il sabato 17. La missione prevede sei giorni di lavoro su sette, il giorno di riposo è il venerdì.
Finalmente, il gran giorno è arrivato. Sabato mattina, alle 6.40, siamo partiti verso il sito. L’alba a Deir el-Medina ci ha accolti con una luce dorata che illuminava la montagna, trasformando il paesaggio in uno scenario spettacolare: sabbia e rocce sembravano brillare sotto i primi raggi del sole, e per un momento tutto il resto è sparito.
Dopo aver salutato il resto della squadra – una cinquantina di partners coinvolti nei diversi progetti della missione – l’ispettore egiziano ha aperto la tomba TT214, rimuovendo i sigilli. Così abbiamo potuto entrare e dare ufficialmente inizio alla campagna di quest’anno!

Figura 2: l’interno della tenda che sarà il nostro ufficio durante lo scavo. Foto: Cédric Gobeil.
Nei primi giorni ci siamo concentrati sulla continuazione delle operazioni avviate nel 2024. Johannes ha ripreso l’inventario dei piccoli oggetti rinvenuti durante le precedenti campagne. Ogni reperto, una volta schedato, viene fotografato da Nicola, il nostro fotografo. Si tratta di un lavoro lungo e paziente, che richiede attenzione e precisione: per ogni oggetto è necessario registrare numerose informazioni fondamentali per la corretta documentazione.

Figura 3 e 4: Johannes e Nicola a lavoro mentre documentano e fotografano i reperti. Foto: Cédric Gobeil.
Federica e Sara hanno proseguito lo studio dei numerosi frammenti ceramici già recuperati. Dopo una prima pulizia con acqua, osservano attentamente ogni pezzo, cercando possibili connessioni tra i frammenti. Grazie alla loro esperienza, sono riuscite a ricomporre diverse parti di vasi, tra cui alcuni frammenti con geroglifici e marchi: elementi di particolare valore scientifico, utili per comprendere meglio la funzione e l’utilizzo di questi contenitori.

Figura 5 e 6: Federica, Nicola, Johannes e Sara alle prese con i frammenti ceramici. Foto: Cédric Gobeil.
Anche il lavoro di restauro è ripreso. Roberta, restauratrice della Venaria Reale, è tornata a occuparsi della camera funeraria, intervenendo sulla consolidazione delle pareti decorate. Un lavoro delicato e fondamentale per la conservazione delle superfici, anche se molto resta ancora da fare.

Figura 7 e 8: Roberta e la camera funeraria della tomba TT214. Foto: Cédric Gobeil.
Chi ci aiuta a tenere il ritmo e a fare in modo che tutto proceda liscio e senza intoppi è Cédric, il nostro direttore di scavo. Un lavoro non semplice ma siamo sempre pronti a dargli una mano!
La settimana si conclude così, tra documentazione, studio e primi risultati che ci incoraggiano a proseguire. Ti diamo appuntamento alla prossima settimana, per continuare a raccontarti il nostro lavoro giorno dopo giorno sul sito di Deir el-Medina.
Se lo desideri, puoi accompagnarci in questo viaggio: sostieni le missioni di scavo del Museo Egizio
e contribuisci a far riemergere nuove storie. Dona ora: https://dona.museoegizio.it/
info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00