Attività di ricerca

I diari di scavo da Deir el-Medina 2026 – seconda settimana

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Conservare la memoria: il restauro della TT214 

Sono settimane intense quelle che stiamo vivendo a Deir el-Medina: il lavoro è tanto e il tempo scorre inesorabile. Sembra solo ieri che siamo partiti, e invece siamo già alla seconda settimana di missione!  

La vista del villaggio continua a sorprenderci ogni mattina, soprattutto quando il sole inizia ad illuminare l’intero paesaggio. Arriviamo con giacche e sciarpe, ma già nel giro di poche ore il caldo inizia a farsi sentire, regalando una sensazione sorprendentemente piacevole.  



Figura 1: il villaggio di Deir el-Medina. Foto: Nicola Dell’Aquila  

Continua il nostro lavoro nella tomba di Khaui, nota con la sigla TT214, nello specifico nella camera funeraria decorata. Questa è caratterizzata da dipinti murali oggi fortemente compromessi da una storia lunga e complessa. Qui opera una squadra composta da egittologi e conservatori del museo, affiancati da un team del CCR La Venaria Reale. A coordinare le attività è Michela Cardinali, direttrice dei laboratori del CCR, insieme alle restauratrici Marie-Claire Canepa e Roberta Coco. 



Figura 2: le restauratrici a lavoro. Foto: Cédric Gobeil 

Entrando nella camera funeraria, le pareti raccontano immediatamente le difficoltà che hanno attraversato nel tempo. In epoca antica, la tomba fu violata da saccheggiatori che, nel tentativo di raggiungere ambienti adiacenti alla camera funeraria, praticarono veri e propri fori nelle pareti. Queste manomissioni hanno indebolito la struttura muraria e provocato gravi problemi di stabilità negli strati di preparazione dei dipinti. 



Figura 3: uno dei fori realizzato dai saccheggiatori. Foto: Cédric Gobeil 

A questo si è aggiunto un incendio sviluppatosi negli ambienti adiacenti alla tomba: il forte surriscaldamento ha alterato alcuni pigmenti, modificando l’aspetto originario delle decorazioni. I gialli, sottoposti a temperature elevate, si sono trasformati in rosso, mentre i dettagli realizzati in nero appaiono oggi di colore più chiaro. Un cambiamento cromatico che influisce profondamente sulla lettura delle scene. 



Figura 4: intervento di consolidamento della pellicola pittorica. Foto: Cédric Gobeil 

I lavori di restauro sono stati avviati nel 2024 con una prima fase di studio, documentazione e di messa in sicurezza, indispensabile per comprendere la natura dei materiali e prevenire ulteriori perdite. Queste attività hanno permesso di approfondire la tecnica esecutiva, lo stato di conservazione dei dipinti e di ricostruire i principali eventi storici e conservativi. Quest’anno si procede invece con interventi di consolidamento degli intonaci e stuccatura che termineranno con l’avvio della reintegrazione pittorica che migliorerà la comprensione delle scene dipinte. 

Ogni gesto è calibrato, lento, controllato. A Deir el-Medina, giorno dopo giorno, i colori e le immagini del passato tornano lentamente a raccontare la loro storia. 



Figura 5: intervento di stuccatura delle lacune. Foto: Cédric Gobeil 

Ti abbiamo incuriosito? Ti aspettiamo allora venerdì prossimo per continuare il racconto della nostra missione. Se lo desideri, puoi accompagnarci in questo viaggio: sostieni le missioni di scavo del Museo Egizioe contribuisci a far riemergere nuove storie.Dona ora: https://dona.museoegizio.it/ 
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