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Lo sguardo dell’antropologo: connessioni tra egittologia e antropologia

Lo sguardo dell'antropologo
la nuova esposizione temporanea
dal 13 giugno al 15 novembre
in collaborazione con il MAET
info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al venerdì, 9:00 - 17:00; sabato, 9:00 - 19:00
Dopo la riapertura al pubblico delle proprie sale, il Museo Egizio riprende anche l’attività espositiva temporanea: da sabato 13 giugno, e fino al 15 novembre, la visita della collezione egittologica viene arricchita da "Lo sguardo dell'antropologo”, una piccola mostra allestita in una sala del primo piano e realizzata dai curatori del Museo Egizio in collaborazione con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino (MAET), chiuso dal 1984.

La mostra nasce dall’intento di mettere in dialogo le collezioni dei due musei, proponendo una riflessione sulle modalità con cui la cultura scientifica europea, tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX, percepiva e classificava i suoi “altri”. Un progetto che mira a ricostruire i rapporti tra egittologia e antropologia, individuando prospettive di ricerca e possibili aree di collaborazione futura.

"Lo sguardo dell'antropologo” espone una quarantina di oggetti, in gran parte provenienti dalle collezioni etnografiche del MAET, rappresentativi delle culture extraeuropee e dell’antico Egitto: fra essi il ruolo di protagonista spetta a una mummia di una giovane donna, caratterizzata da una tunica finemente plissettata, proveniente dal sito archeologico di Gebelein, oggetto di recenti indagini scientifiche e il cui restauro è stato da poco concluso presso il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale".

L’esposizione intende dare particolare risalto alle tracce degli “sguardi” che si sono posati sui reperti nel momento del loro rinvenimento da parte di studiosi e antropologi: sguardi colmi di stupore, meraviglia ma anche di disprezzo o di compiacimento, improntati a una visione che classificava i gruppi umani all’interno di una griglia evolutiva. In quella prospettiva, gli abitanti dell’Africa - insieme alla maggior parte delle culture extraeuropee - erano visti come dei “primitivi” immersi nella magia e nella superstizione; l’Egitto, invece, fu idealmente disconnesso dal continente cui appartiene, per essere invece considerato la culla della civiltà occidentale. Su questo tema si concentra un video presente in mostra: “I giovani africani e l’Egitto”, che indaga il significato che l’antico Egitto ricopre per gli africani contemporanei, i quali, attraverso una serie di interviste, ribaltano provocatoriamente questa visione tipicamente orientalista dell’Egitto.

L’esposizione –resa suggestiva dall’utilizzo di vetrine ottocentesche e dai pavimenti in legno originali della sala - conta altre tre sezioni, che riguardano la nascita e i contenuti dell’antropologia, la storia del Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino.

Per maggiori informazioni sulla mostra basta cliccare QUI.
Lo sguardo dell'antropologo
la nuova esposizione temporanea
dal 13 giugno al 15 novembre
in collaborazione con il MAET
info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al venerdì, 9:00 - 17:00; sabato, 9:00 - 19:00