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A Rio de Janeiro è “egittomania”: in 17 giorni di apertura superati i 200 mila visitatori alla mostra allestita con i reperti del Museo Egizio nelle sale espositive del Centro Cultural Banco do Brasil
Giungono dall'altra sponda dell’Atlantico numeri che segnano un nuovo successo internazionale del Museo Egizio: nella giornata di ieri ha già superato la ragguardevole soglia dei 200 mila accessi, in soli 17 giorni di apertura,  la mostra “Antico Egitto: dalla vita quotidiana all'eternità” inaugurata il 12 ottobre a Rio de Janeiro, che propone 140 pezzi della collezione egittologica torinese nelle sale espositive del Centro Cultural Banco do Brasil, dove sarà visitabile fino al 27 gennaio 2020.

Il Museo Egizio con questo progetto approda per la prima volta in Brasile dando vita a un evento espositivo con cui vengono celebrati i trent'anni di attività dello stesso Centro Cultural Banco do Brasil, istituzione a cui si deve la volontà di proporre alla comunità carioca un percorso di visita capace di svelare la vita dell’antico Egitto grazie ai reperti provenienti da Torino.

Ma si tratta solo dell’inizio di una lunga trasferta, poiché l’allestimento - che contempla anche uno spazio di promozione turistica con un video dedicato al Museo e a Torino -  verrà in seguito portato in tour durante tutto il 2020, facendo tappa a San Paolo, Brasilia e Belo Horizonte, le altre tre sedi nazionali dell’ente culturale dell’istituto di credito brasiliano.
I papiri del Museo Egizio approdano online: da oggi la piattaforma open data TPOP rende accessibili i reperti digitalizzati della collezione torinese
È una delle collezioni di papiri più significative a livello mondiale quella custodita dal Museo Egizio, con circa 700 manoscritti completi (integri o riassemblati) a cui si sommano oltre 17mila frammenti, di cui solo una piccola parte trova spazio lungo il percorso espositivo, mentre la maggior parte di essi è custodita nella “papiroteca” del Museo, il deposito in cui vengono archiviati e conservati gli antichi scritti.

Un patrimonio straordinario e in larga parte non visibile né noto al pubblico, che ora diviene però fruibile approdando sul web, grazie alla sua digitalizzazione: da oggi è infatti online “TPOP - Turin Papyrus Online Platform”, piattaforma per la condivisione della collezione papirologica torinese, realizzata con l’obiettivo di renderla ampiamente accessibile e, in particolare, di consentirne liberamente lo studio alla comunità scientifica, oltreché di garantirne una migliore conservazione e valorizzazione.
Mostra Archeologia Invisibile
Cos'è in grado di raccontare un oggetto di sé? I nostri sensi ce ne restituiscono informazioni base come l’aspetto, la dimensione, la forma, il colore, finanche le tracce che l’uomo, la natura o il tempo vi hanno impresso. Eppure, tutto ciò non è evidentemente sufficiente a disvelare l’intera storia e il ciclo di vita.
L’archeometria – insieme delle tecniche adottate per studiare i materiali, i metodi di produzione e la storia conservativa dei reperti – rende possibile interrogare gli oggetti: grazie alla crescente interazione con le competenze della chimica, della fisica o della radiologia, il patrimonio materiale della collezione del Museo Egizio rivela di sé elementi e notizie altrimenti inaccessibili.
Un network di istituzioni da tutto il mondo che, tramite le nuove tecnologie, si pone al servizio del passato per rendere visibile ciò che è invisibile.
Italia protagonista col Museo Egizio del progetto triennale dell’Unione Europea per la rinascita del Museo Egizio del Cairo
Il progetto dell’Unione Europea, Transforming the Egyptian Museum of Cairo (Trasformare il Museo Egizio del Cairo), vede una collaborazione inedita con protagonista l’Italia con il Museo Egizio - capofila dell’intervento - insieme al Louvre, al British Museum, all'Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di Berlino, al Rijksmuseum van Oudheden (Leiden), al BBR - Bundesamt für Bauwesen und Raumordnung, all'IFAO - Institut Français d'Archéologie Orientale e all'ICA - Istituto Centrale per l'Archeologia.
Indagine sui visitatori e impatto economico
10 mesi di indagine per conoscere il pubblico e l’impatto economico sul territorio
Mostre temporanee
La mostra diffusa "Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo"  nasce dalla comune riflessione di quattro istituzioni - Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali, Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino - e propone un dialogo attorno al tema trasversale della distruzione e della perdita e della conservazione e protezione del Patrimonio.

Al Museo Egizio dal 9 marzo al 9 settembre 2018
Mostre itineranti
Egypt. House of Eternity, un tour in 5 città cinesi, con oltre 200 reperti della collezione torinese: un percorso scientifico pensato per il continente asiatico, dove la civiltà faraonica è meno nota che in Occidente e per questo offre prospettive di connessioni e confronto di grande potenzialità.

Reines d'Egypte,  l'esposizione che porta a Pointe-à-Callière, Cité d'archéologie et d'histoire de Montréal (Canada) molti reperti del Museo Egizio tra i quali il prezioso corredo della Regina Nefertari.
Museo e Collezione
Attualmente lo spazio museale è di circa 10.000 mq e comprende 5 piani, 15 sale, per 3300 oggetti esposti e uno spazio espositivo di 600 mq destinato alle mostre temporanee.
Presidente
Dal 2012 è Presidente del Museo Egizio.

Dal 2015 presiede l’ENIT (Ente Nazionale Turismo) con nomina dalla Presidenza del Consiglio.

Da Settembre 2016 è la rappresentante femminile della UEFA al Consiglio FIFA (Fédération Internationale de Football Association).
Direttore
Christian Greco è direttore del Museo Egizio dal 2014.  Ha guidato e diretto il progetto di rifunzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 Marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico.